Autismo e vaccini, è lecito sospettare. Ecco perchè

Ivaccini-2l Presidente della Repubblica ha recentemente preso posizione sui vaccini, definendo “sconsiderati chi li critica” e la necessità di “contrastare decisamente chi li mette in discussione”. E’ curioso che un presidente che parla poco, anche quando dovrebbe gridare, prenda poi posizione su un argomento che esula dal suo ruolo istituzionale. Non dovrebbe chiudere gli occhi davanti ai tanti segnali che fanno quantomeno sospettare. Chi da tempo analizza i vaccini osserva che sono pieni di metalli pesanti e tutti sanno che i metalli pesanti nel corpo umano non sono proprio un toccasana. Stefano Montanari, Direttore scientifico del laboratorio Nanodiagnostics di Modena, da anni li analizza in laboratorio, rilevando all’interno metalli come piombo, cromo, nichel, tungsteno. E non è un’opinione, è una misurazione in laboratorio, quindi un dato oggettivo. Il vaccino Infanrix Hexa prodotto dalla GSK (GlaxoSmithKline), meglio conosciuto come esavalente, ha per esempio una certa dose di mercurio, metallo senza ombra di dubbio dannoso per la salute. Nonostante il tentativo degli organismi istituzionali di smontare ogni tesi critica, i segnali esistono da tempo.  Già nel 2000 scienziati e rappresentanti degli organismi internazionali (OMS) e delle case farmaceutiche si sono riuniti per discutere degli aumenti dei casi di bambini con disturbi neurocomportamentali, attribuendoli in alcuni casi alle vaccinazioni.  Nel 2012, Roberto Gava, Direttore del Servizio di Cardiologia del Poliambulatorio dell’Ospedale di Castelfranco Veneto ed esperto in materia con numerose pubblicazioni e docenze, partendo dal caso del ritiro dal mercato del vaccino esavalente per contaminazione da parte di un batterio esterno, oltre a constatare che lo stesso veniva ritirato in molti paesi europei tranne l’Italia, faceva alcune considerazioni sulla sicurezza e utilità dei vaccini. “Il sistema immunitario di un bambino di pochi mesi è totalmente immaturo e quindi facilmente squilibrabile” – scriveva Gava. E ancora: “Molti neonati presentano una immaturità particolare del loro sistema immunitario che dura fino a 12-18 mesi e che viene chiamata ipogammaglobulinemia transitoria: se in questo periodo il bambino viene vaccinato, corre un elevato rischio di subire danni da vaccino” e “con le conoscenze di immunologia di cui disponiamo oggi, pensare che la somministrazione di queste sostanze a neonati di 2-3 mesi di vita sia totalmente innocua …. è veramente da “sciocchi”!“. E’ invece solo dell’anno scorso un rapporto dell’Osservatorio nazionale sull’impiego dei medicinali che illustra in maniera plastica come ci siano stati 6273 casi di effetti collaterali da “vaccini” nella fascia d’eta tra 1 e 23 mesi, di cui un terzo (32%) considerati gravi. Insomma, il problema dei vaccini è che provocano nel corpo dei piccoli, che non hanno ancora un sistema immunitario maturo, stati infiammatori che possono colpire le cellule celebrali e scatenare anche situazioni preesistenti. Un’altra causa di insorgenza potrebbe essere la combinazione tra vaccinazione e anti-infiammatori somministrati per esempio all’insorgere della febbre post vaccinazione. Lo ha detto recentemente il premio Nobel Luc Montagnier, medico e virologo francese, scopritore del virus del’HIV. Poi ci sono le sentenze, tra le più recenti e significative la sentenza di Milano – che ha condannato il ministero a un risarcimento a vita ad un bambino cui era stato riconosciuto il nesso causa effetto tra il suo autismo e il vaccino esavalente Infanrix Hexa  -, la sentenza di Modena – che ha condannato il ministero ad un altro risarcimento per danni causati dall’Infanrix – e la sentenza recente del Tar Sicilia – con la terza condanna per il ministero in pochi anni –  dove invece sul banco degli imputati c’era il vaccino tetravalente. E’ vero, ci sono anche le pronunce avverse, come la sentenza di Trani e quella della Cassazione ma i sospetti aumentano sempre più. Per esempio perché avverso la sentenza di Milano il ministero non ha fatto appello, rendendola così definitiva? A sostenere la necessità di chiarezza sui vaccini è anche il Codacons, che ha ingaggiato una battaglia legale con l’Istituto Superiore di Sanità, attraverso un ricorso al Tar e un esposto in Procura contro il presidente dell’ISS Walter Ricciardi. Il primo, per denunciare il regime meno rigoroso per i vaccini rispetto a quello cui sono sottoposti gli altri farmaci prima di essere immessi sul mercato. Il secondo contro le dichiarazioni di Ricciardi, che ha parlato di “centinaia di casi di morbillo, con rischi di complicanze gravi e di morte in 1 caso su 10mila”, dichiarazioni che, secondo il Codacons, configurano il reato di procurato allarme.

 

 

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