Gli smemorati

imagesMatteo Renzi – abbiamo scoperto – ha una voglia matta di elezioni. Ora, a parte la mancanza di stile e rispetto nei confronti del premier da lui stesso indicato Paolo Gentiloni, è curioso questo improvviso desiderio di votazioni per uno che, giovanissimo, con tutta una vita davanti e con le quotazioni in estrema ascesa, scippò il governo al suo collega di partito Enrico Letta (il famoso “stai sereno”) e che, non essendo eletto, aveva avuto anche la pretesa di cambiare la costituzione. Dice poi che “l’unica cosa da fare è evitare che scattino i vitalizi perché sarebbe molto ingiusto verso i cittadini. Sarebbe assurdo”. Sarebbe ingiusto nei confronti dei cittadini? E i tre anni in cui ha bloccato il parlamento per una riforma costituzionale che non serviva a nessuno (tranne lui) e che nessuno aveva chiesto (le attese dei cittadini erano ben altre)? Non è stata questa una gravissima mancanza di rispetto per i cittadini? In tre anni avrebbero potuto fare, ad esempio, la riforma della prescrizione e della giustizia, di cui se ne ha bisogno quasi come il pane. Per non parlare poi delle altre mancate riforme: l’Italiacum, spacciata come la migliore legge elettorale al mondo e subito rinnegata, parzialmente bocciata dalla Corte Costituzionale, forse l’unico caso di legge elettorale cancellata senza essere mai stata utilizzata; la riforma della pubblica amministrazione, bloccata dal Consiglio di Stato; la cd “Buona Scuola”, che ha scontentato tutti; l’abolizione dell’art.18; il Jobs act, i cui risultati sono molto controversi. In compenso il governo Renzi ha però riformato le ferie dei magistrati, una misura davvero fondamentale, soprattutto per la giustizia. Tutto tempo sprecato, chi ripaga i cittadini?

Dal canto suo Giorgio Napolitano va raccontando che “nei Paesi civili alle elezioni si va a scadenza naturale e a noi manca ancora un anno”. Ma dov’era lui quando Renzi perpetrava lo scippo di cui sopra? Non si ricorda una sua parola. Il governo Letta, per quanto nato in modo rocambolesco e certamente debole in partenza, non aveva anch’esso diritto di arrivare a fine legislatura? Quanto poi al paese civile, se questo paese non lo è, qualche domanda dovrebbe porsela, visto che è stato al vertice delle istituzioni per 60 anni. Se avesse permesso la nomina di Nicola Gratteri a ministro della giustizia, sebbene non ci fosse nulla che lo vietava, oggi forse questo paese sarebbe un grammo più civile (mentre non ha fatto una piega quando Giovanni Legnini è passato dal parlamento direttamente alla vicepresidenza del CSM).

Poi c’è Sergio Mattarella. Il Presidente della Repubblica oggi chiede che la legge elettorale sia uniforme tra le due camere. Ma dov’era quando ha messo la firma sotto l’Italicum, legge elettorale che valeva solo per una camera? Lui, parlamentare di lungo corso nonchè giudice costituzionale, non si è accorto che promulgare una legge che valeva solo per un ramo del parlamento prima che la riforma costituzionale venisse approvata era quanto meno un azzardo? Non si è posto il dubbio che ci poteva essere anche la minima possibilità che la (contro)riforma costituzionale venisse bocciata al referendum (come poi è successo) e quindi quella legge elettorale sarebbe stata inutilizzabile? Proprio lui che, ironia della sorte, è stato tra i giudici costituzionali che hanno bocciato la precedente legge elettorale, il Porcellum, a causa dell’eccessivo premio di maggioranza (!) e delle liste bloccate? E che è stato padre della legge elettorale in vigore dal 1994 al 2005, il Mattarellum appunto? Ma ci si aspettava battesse un colpo anche sulla stessa riforma costituzionale, che tutti riconoscono avere più di una similitudine con quella del 2005 del governo Berlusconi. Proprio quell’anno, un deputato all’opposizione fece alla Camera un discorso molto duro contro quella riforma che si stava approvando: “Oggi, voi del governo e della maggioranza state facendo la “vostra” Costituzione. L’avete preparata e la volete approvare voi, da soli, pensando soltanto alle vostre esigenze, alle vostre opinioni e ai rapporti interni alla vostra maggioranza. Siete andati avanti, con questa dissennata riforma, al contrario rispetto all’esempio della Costituente, soltanto per non far cadere il governo. Questa modifica è fatta male e lo sapete anche voi. Sapete anche voi che è fatta male, ma state barattando la Costituzione vigente del 1948 con qualche mese in più di vita per il governo Berlusconi. Ancora una volta, in questa occasione emerge la concezione che è propria di questo governo e di questa maggioranza, secondo la quale chi vince le elezioni possiede le istituzioni, ne è il proprietario. Questo è un errore”. Quel deputato si chiamava Sergio Mattarella.

P.s. Mentre Napolitano parla di scadenze di legislatura come fosse ancora il Capo dello Stato, dov’è finito l’impegno che aveva preso con le madri della Terra dei Fuochi? I bambini di quelle terre continuano a morire di CANCRO. Una roba che fa accapponare la pelle e venire la voglia di scappare per sempre da questo paese.

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